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Relazione illustrativa

RELAZIONE ILLUSTRATIVA

 

Il progetto di legge che segue è finalizzato a prevedere un definitivo inquadramento unico delle diverse componenti fondamentali della Magistratura onoraria al fine di rendere maggiormente efficiente il servizio giustizia del Paese.

Il progetto parte da una concreta analisi della realtà giudiziaria del Paese, generalmente condivisa, secondo cui in seguito ai molteplici e frammentari interventi legislativi, succedutisi a partire dal 1991, data di istituzione del giudice di pace, la Magistratura italiana, intesa come corpo organizzativo dei giudici che assicurano il servizio giustizia del Paese, è ormai costituita da due pilastri fondamentali ed irrinunciabili: la Magistratura professionale e i Giudici di Pace.

 Il testo normativo che segue è diretto ad eliminare la grave anomalia del servizio giustizia italiano, costituita dalla previsione e disciplina temporanea dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari mediante l’inquadramento in una unica figura di magistrato onorario: il Magistrato onorario di pace.

 Infatti, la suddetta anomalia non appare più tollerabile in un civile ordinamento democratico, in quanto è gravemente lesivo della stessa dignità della funzione giurisdizionale la previsione e l’effettiva utilizzazione di giudici onorari di tribunale ed i vice procuratori onorari con le medesime ed identiche funzioni e mansioni dei giudici professionali e dei sostituti procuratori della Repubblica, ma senza lo stesso trattamento economico e normativo, con seri dubbi di illegittimità costituzionale per la violazione dell’articolo 36, ed addirittura senza neppure un adeguato trattamento, ancorchè diverso.

 Pertanto, al fine di evitare di disperdere elevate professionalità e di assicurare la continuità del servizio giustizia, non essendo possibile equiparare i giudici onorari di tribunale ed i vice procuratori onorari ai magistrati professionali, senza violare l’articolo 106 comma 1 della Costituzione, l’unica alternativa alla eliminazione di tali categorie di magistrati onorari è quella adottata dal testo che segue, costituita dall’inserimento di tale categoria di magistrati nella unica posizione funzionale del magistrato onorario di pace soggetto alla disciplina della legge n. 374/1991 come modificata dal testo che segue.

Gli articoli 1, 2 e 3 prevedono l’istituzione  ed il progressivo inserimento dei giudici onorari di tribunale (d’ora in poi got)  ed i vice procuratori onorari (d’ora in poi vpo) nell’organico del magistrato onorario di pace mediante graduatorie separate.

 Inoltre, il suddetto organico è fissato in 4000 unità con facoltà di temporanea modifica da parte del CSMO ed in via transitoria da parte del CSM.

Tale numero appare essere soddisfacente delle diverse esigenze a cui è finalizzato, e comunque comporta una riduzione della somma complessiva della pianta organica dei giudici di pace, prevista in 4700 unità a cui si aggiungono i 2634 got in organico e 2036 vpo in organico. In ogni caso il numero di 4000 è comunque inferiore alla somma dei giudici di pace, dei got e dei vpo in servizio, secondo i dati del CSM, rispettivamente per 2270, 1903 e 1693, per totali 5866.

Inoltre, nel suddetto organico sono compresi i magistrati onorari di pace addetti all’Ufficio del Pubblico Ministero presso l’Ufficio del Magistrato onorario di pace.

Gli articoli 4 e 5 attengono ai requisiti per la nomina, individuati con specifico riferimento allo svolgimento dell’attività forense ed alla durata dell’incarico che inevitabilmente è fissato sino la compimento del settantacinquesimo anno di età, previe conferme quadriennali.

In particolare, deve sottolinearsi come la continuità del servizio sia conseguenza della continuità della funzione e requisito indispensabile per assicurare l’efficienza del servizio giustizia, in quanto non è concepibile l’esercizio della funzione giurisdizionale senza la continuità dei magistrati addetti. Del resto, tale continuità si è ormai realizzata già nei fatti per i giudici di pace, ormai in servizio da oltre diciassette anni continuativi.

Non solo, ma tale aspetto dovrebbe essere previsto da un decreto-legge per evitare rischi di gravissimi disservizi e la paralisi di alcuni uffici, peraltro già parzialmente in atto.

L’articolo 6 invece prevede la corretta interpretazione delle norme che in violazione dell’articolo 38 della Costituzione escludono i giudici di pace-avvocati dall’obbligo di contribuzione alla Cassa di Previdenza ed Assistenza Forense, con un modestissimo onere economico per l’erario e con un sicuro risparmio rispetto all’ipotesi di accoglimento delle istanze formulate in sede contenziosa.

L’articolo 7 delega il Governo alla emanazione di norme per assicurare forme di previdenza ai magistrati onorari di pace non avvocati.

L’articolo 8 prevede l’istituzione dell’organo di autogoverno della Magistratura onoraria in modo analogo a quanto previsto dalla Costituzione per il CSM.

Unica peculiarità il raccordo con l’Avvocatura, da cui proviene la Magistratura onoraria, prevista mediante nomina di due componenti di diritto mediante designazione da parte del CNF.

L’articolo 10 prevede l’aumento di competenza del Magistrato onorario di pace che consente ai Tribunali di non subire un incremento del carico di lavoro in seguito al passaggio dei GOT e VPO nell’organico della magistratura onoraria di pace

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L’articolo 11 prevede un tentativo di conciliazione a fini deflattivi anche per il Tribunale.

Gli articoli 12 e 13, prevedono l’istituzione e la disciplina dei Magistrati onorari di Corte di Appello e di Corte di Cassazione con la finalità di ridurre definitivamente il grave carico di lavoro gravante sulle Corti di appello e sulla Corte di Cassazione. In particolare, la previsione del compenso a prestazione dei Magistrati onorari addetti alle Corti di appello e di Cassazione comporta un ridottissimo onere economico rispetto al beneficio ottenuto. Infatti, basti pensare che 100 Magistrati onorari di Corte di Cassazione con il trattamento ivi previsto e con l’elevata professionalità derivante dal requisito dell’esercizio della funzione giurisdizionale onoraria per almeno otto anni e dalla necessità della iscrizione nell’albo speciale degli avvocati abilitati al patrocinio innanzi alle giurisdizioni superiori, possono emettere 10.000 decisioni all’anno con circa 7 milioni di euro all’anno di costo, mentre 100 nuovi Magistrati di Cassazione costerebbero all’Erario molto di più di cinque volte la cifra suddetta.

Il testo che segue, nelle altre disposizioni, non prevede alcun incremento di spesa, mentre i pochi ulteriori oneri aggiuntivi sono ampiamente compensati dai risparmi per la riduzione di organico.    

 

 

Disposizioni per la riforma della Magistratura onoraria.

 

 

CAPO I

(Status giuridico dei magistrati onorari di pace)

 

Articolo 1

( Istituzione ed organico della magistratura onoraria di pace)

 

1. La magistratura onoraria di pace è costituita dai giudici di pace, dai giudici onorari di tribunale e dai viceprocuratori onorari in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, secondo le disposizioni che seguono.

2. In tutti i testi normativi vigenti la denominazione dell’”Ufficio del giudice di pace” e la denominazione di “giudice di pace” sono sostituite rispettivamente con “Ufficio del Magistrato onorario di pace” e con  “Magistrato onorario di pace”.

3. Ai magistrati onorari di pace si applica la disciplina prevista dalla legge 21 novembre 1991, n. 374 e successive modificazioni.

4. La pianta organica  della magistratura onoraria di pace è fissata in 4.000 unità, compresi 800 magistrati onorari di pace assegnati agli Uffici del Pubblico Ministero presso l’Ufficio del Magistrato onorario di pace, secondo la disposizione dell’articolo 3 che segue.

5. In deroga agli articoli 3 e 4 della legge 21 novembre 1991, n. 374, il Consiglio Superiore della Magistratura Onoraria, ed in attesa del suo effettivo insediamento, il Consiglio Superiore della Magistratura, possono modificare, entro trentasei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, la pianta organica di cui al comma 4  e la ripartizione interna delle unità di magistrati onorari di pace assegnati agli Uffici del Pubblico Ministero presso l’Ufficio del Magistrato onorario di pace, con delibera adottata a maggioranza dei componenti, previa audizione delle associazioni di rappresentanza dei magistrati onorari di pace, e sulla base delle effettive carenze od eccedenze di organico, comunicate dai Consigli giudiziari sulla base dei carichi effettivi di lavoro degli Uffici del Magistrato onorario di pace, determinati in base al criterio dell’assegnazione di un magistrato onorario di pace ogni 500 procedimenti, esclusi i procedimenti per l’emissione dei decreti ingiuntivi.

6. Trascorso il termine di cui al comma precedente le modifiche alla pianta organica sono adottate ai sensi dell’articolo 3 della legge 21 novembre 1991, n. 374 e, dopo l’esaurimento delle graduatorie di cui al l’articolo 2 che segue, le nomine dei magistrati onorari di pace sono adottate ai sensi dell’articolo 4 e degli articoli successivi della legge 21 novembre 1991, n. 374, come modificati dalla presente legge.

 

 

Articolo 2

( Disposizioni per l’insediamento dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari nell’organico della magistratura onoraria di pace)

 

1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Consiglio Superiore della Magistratura Onoraria, ed in attesa del suo effettivo insediamento, il Consiglio Superiore della Magistratura formano due graduatorie: una  per i magistrati onorari di pace ed una per i magistrati onorari di pace dell’ufficio del pubblico ministero. In  tali graduatorie sono inseriti i giudici onorari di tribunale ed i vice procuratori onorari, su domanda degli stessi interessati contenente la scelta per l’inserimento nella graduatoria dei magistrati giudicanti od in quella dei requirenti. Le graduatorie sono formate sulla base del criterio preferenziale dell’appartenenza al momento della domanda nelle funzioni giudicanti od in quelle requirenti e dell’anzianità nell’esercizio della funzione giurisdizionale. A parità di anzianità prevale l’anzianità anagrafica.

2. Entro i successivi sei mesi e comunque entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Consiglio Superiore della Magistratura Onoraria, ed in attesa del suo effettivo insediamento, il Consiglio Superiore della Magistratura, deliberano la nomina dei primi 600 magistrati onorari di pace della graduatoria per la funzione giudicante.

3. Entro i successivi dodici mesi, e comunque entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Consiglio Superiore della Magistratura Onoraria, ed in attesa del suo effettivo insediamento, il Consiglio Superiore della Magistratura, deliberano la nomina dei primi 400 magistrati onorari di pace della graduatoria per la funzione requirente e la nomina di ulteriori 600 magistrati onorari di pace della graduatoria per la funzione giudicante

4. Entro i successivi dodici mesi, e comunque entro trentasei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Consiglio Superiore della Magistratura Onoraria, ed in attesa del suo effettivo insediamento, il Consiglio Superiore della Magistratura, deliberano la nomina degli ulteriori 400 magistrati onorari di pace della graduatoria per la funzione requirente e la nomina degli ulteriori 600 magistrati onorari di pace della graduatoria per la funzione giudicante.

5. Trascorsi trentasei mesi dall’entrata in vigore della presente legge e sempreché il Consiglio Superiore della Magistratura Onoraria, ed in attesa del suo effettivo insediamento, il Consiglio Superiore della Magistratura non abbiano esercitato la facoltà di cui all’articolo 1, comma 5, che precede, le nomine sono effettuate ad esaurimento delle graduatorie in base alle carenze di organico risultanti dalla procedura di cui all’articolo 1, comma 5, che precede.

6. Ai magistrati onorari di pace ed ai magistrati onorari di pace dell’ufficio del pubblico ministero nominati ai sensi del presente articolo non si applica il tirocinio di cui agli articoli 4 e 4bis della legge 21 novembre 1991, n. 374, ma svolgono un periodo di uditorato di due mesi presso l’ufficio di destinazione assistendo un magistrato onorario di pace, con almeno otto anni di anzianità nelle funzioni, designato dal Coordinatore dell’ufficio.

 

Articolo 3

(Istituzione dell’Ufficio del Pubblico Ministero presso l’Ufficio del Magistrato onorario di pace)

 

1. E’ istituito l’Ufficio del Pubblico Ministero presso l’Ufficio del Magistrato onorario di pace, diretto da un Magistrato Coordinatore, nominato dal Consiglio Superiore della Magistratura Onoraria, ed in attesa del suo effettivo insediamento, dal Consiglio Superiore della Magistratura, previo parere conforme del Consiglio giudiziario nella Sezione integrata per i Magistrati onorari di pace sulla base dei criteri congiunti dell’anzianità e delle effettive capacità di direzione derivanti da pregresse esperienze e documentate attività.

2. Il Pubblico Ministero presso l’Ufficio del Magistrato onorario di pace esercita l’azione penale, quando non sussistano i presupposti per la richiesta di archiviazione, per tutti i reati di competenza dell’Ufficio del Magistrato onorario di pace.

3. Al Magistrato onorario di pace addetto all’Ufficio del Pubblico Ministero si applica l’articolo 11 della legge 21 novembre 1991, n. 374, anche per ogni provvedimento motivato conclusivo di una fase processuale.

4. Con decreto del Ministro della Giustizia, da emanarsi in esecuzione delle disposizioni che precedono entro ventiquattro mesi dall’entrata in vigore della presente legge, è disposto il trasferimento del personale amministrativo per la copertura dell’organico individuato di concerto con le associazioni di rappresentanza dei magistrati onorari di pace. 

5. La lettera a) dell’articolo 1 del decreto legislativo 28 agosto 2000,n. 274 è sostituita dalla seguente: “a) Il Magistrato onorario addetto al Pubblico Ministero presso l’Ufficio del Magistrato onorario di pace”.

 

Articolo 4

(Requisiti per la nomina)

 

Al comma 1 dell’articolo 5 della legge 21 novembre 1991, n° 374, la lettera d) è così sostituita: “d) avere esercitato la professione di avvocato per almeno un quinquennio”.

Al comma 1 dell’articolo 5 della legge 21 novembre 1991, n° 374, la lettera h) è soppressa.

 

 

2. Per la nomina è necessario  avere un’età non inferiore a 30 anni e non superiore a sessanta anni, nonché aver conseguito l’abilitazione di avvocato.”

3. Il comma 2 dell’articolo 5 della legge 21 novembre 1991, n° 374 è soppresso. Al comma 3 dell’articolo 5 della legge 21 novembre 1991, n° 374 le parole “e 2” sono soppresse.

 

 

4. Per i giudici in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge rimangono fermi i requisiti previsti dalla normativa previgente.

 

Articolo 5

(Durata dell’ufficio di magistrato onorario di pace)

 

1. L’articolo 7, primo comma, della legge 21 novembre 1991, n°374 è sostituito dal seguente: “Il Magistrato onorario di pace esercita la funzione sino al compimento del settantacinquesimo anno di età, previa conferma ogni quattro anni, ad istanza dell’interessato. L’irrogazione di una sanzione disciplinare non può mai comportare la non conferma del magistrato onorario di pace”.

2. Il comma 2-terdell’articolo 7 della legge 21 novembre 1991, n° 374 è sostituito dal seguente: “La conferma è disposta con decreto del Ministro della Giustizia, previa deliberazione del Consiglio Superiore della Magistratura Onoraria, ed in attesa del suo effettivo insediamento, dal Consiglio Superiore della Magistratura su parere conforme del Consiglio Giudiziario nella sezione integrata per i magistrati onorari di pace. Nel caso in cui il Consiglio Superiore della Magistratura Onoraria ed in attesa del suo effettivo insediamento, il Consiglio Superiore della Magistratura, ritenga di non accogliere il parere del Consiglio giudiziario rimette gli atti al Consiglio giudiziario con provvedimento motivato al fine di svolgere gli ulteriori adempimenti istruttori o di rivalutare gli accertamenti svolti”.

 

Articolo 6

(Norma d’interpretazione autentica delle disposizioni sulla qualificazione ai fini fiscali e previdenziali delle indennità dei magistrati onorari di pace)

 

L’articolo 2, comma 36, della legge del 24 dicembre 2003, n. 350, di modifica dell’articolo 50 del D.P.R. del 22 dicembre 1986, n. 917, s’interpreta nel senso che costituiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente i compensi corrisposti ai magistrati onorari di pace sempreché non esercitino un’arte o professione, nel qual caso il relativo reddito e le indennità sono assoggettate al regime fiscale e previdenziale dell’arte o professione che esercitano.

 

Articolo 7

(Delega al Governo per l’istituzione e la disciplina di una Gestione dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale per la tutela previdenziale dei magistrati onorari di pace non esercenti la professione di avvocato)

 

Entro dodici mesi dall’entrata in vigore della presente legge il Governo è delegato ad emanare uno o più decreti legislativi per l’istituzione e la disciplina di una Gestione dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale per la tutela previdenziale dei magistrati onorari di pace non esercenti la professione di avvocato, in base ai seguenti criteri:

a)   previsione della contribuzione a carico della Amministrazione;

b)  previsione di una prestazione previdenziale di vecchiaia in base alla rivalutazione dei contributi versati a partire da un minimo di anzianità contributiva di quindici anni;

c)   previsione del calcolo nella base contributiva dei giudici di pace in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge della quota parte del reddito figurativo medio calcolato in base alla media del reddito effettivo percepito negli ultimi tre anni;

d)  previsione di forme di riscatto e ricongiunzione in caso di mancato conseguimento dei requisiti per la prestazione di vecchiaia

 

Articolo 8

(Istituzione e composizione del Consiglio Superiore della Magistratura Onoraria)

 

1. Il Consiglio Superiore della Magistratura Onoraria è presieduto dal Presidente della Repubblica ed è composto, oltreché dai componenti di diritto, da quindici componenti elettivi.

2. Sono componenti di diritto il primo Presidente della Corte di Cassazione, il Procuratore Generale della Corte di Cassazione, due avvocati con almeno quindici anni di esercizio designati dal Consiglio nazionale forense tra gli avvocati che si siano distinti nell’impegno per la tutela e la promozione della Magistratura onoraria.

3. Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati onorari di pace e per un terzo dal Parlamento in seduta comune tra avvocati dopo quindici anni di esercizio.

4. Il Consiglio elegge un Vicepresidente tra i componenti designati dal Parlamento.

5. I membri elettivi e quelli designati dal Consiglio Nazionale Forense durano in carica quattro anni e non sono immediatamente rieleggibili e ridesignabili e non possono essere iscritti in albi professionali, né far parte del Parlamento o di Consigli regionali finchè durano in carica.

6. I magistrati onorari di pace eletti sono collocati in aspettativa.

7. Il Consiglio Superiore della Magistratura Onoraria adotta il Regolamento per il proprio funzionamento con la maggioranza di 13 voti.

8. Entro sei mesi dalla entrata in vigore della presente legge, il Ministro della giustizia, previa audizione delle associazioni di rappresentanza dei magistrati onorari di pace, provvede all’attuazione delle disposizioni precedenti con uno o più decreti, che stabiliscono le modalità delle elezioni ed il trattamento economico in misura equivalente a quanto previsto per i componenti del Consiglio Superiore della Magistratura Professionale nonché la sede ed il trasferimento del personale amministrativo per il funzionamento del Consiglio.

  

 

Articolo 9

(Disposizioni a tutela della salute dei magistrati onorari di pace)

 

1. Il comma 2 dell'articolo 9 della legge n° 374 del 21 novembre 1991 è soppresso.

 

CAPO II

(Norme processuali)

 

Articolo 10

(Competenza del Magistrato onorario di pace)

 

1. Dopo il comma 2 dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 è aggiunto il seguente comma: “2-bis. Il magistrato onorario di pace è, in ogni caso, competente per tutti i reati per i quali è prevista la sola pena dell’ammenda o della multa dal codice penale e dalle altre disposizioni speciali di legge”.

2. Al comma 1 dell’articolo 7 del codice di procedura civile le parole “cinquemila euro” sono sostituite dalle parole “diecimila euro”.

3. Al comma 2 dell’articolo 7 del codice di procedura civile le parole “purchè il valore della controversia non superi ventimila euro” sono sostituite dalle parole “con esclusione delle controversie relative al risarcimento del danno alla persona di valore superiore a cinquantamila euro

4. Al comma 4 dell’articolo 7 del codice di procedura civile dopo il n. 4 sono aggiunti i seguenti: “5. per le cause relative ai rapporti condominiali; 6. per le cause ed i procedimenti in materia di espropriazione mobiliare; 7. per le cause di omologazione della separazione personale consensuale tra coniugi”.

 

Articolo 11

(Tentativo di conciliazione del Magistrato onorario di pace)

 

Dopo l’articolo 162 del codice di procedura civile, dopo le parole :”Sezione I. Della citazione e della costituzione delle parti” è introdotto il seguente articolo:”162 bis. Tentativo di conciliazione innanzi al Magistrato onorario di pace. 1. Chi intende proporre in giudizio una domanda con atto di citazione o ricorso, può presentare, prima dell’esercizio dell’azione, una istanza al Magistrato onorario di pace per effettuare un tentativo di conciliazione.

2. L’istanza si propone mediante deposito, nella Cancelleria del Magistrato onorario di pace, di un ricorso contenente le generalità delle parti, l’elezione del domicilio nel Comune del luogo ove ha sede l’Ufficio Magistrato onorario di pace, l’esposizione sommaria dei fatti e degli elementi di diritto, l’oggetto della domanda e gli eventuali documenti su cui si fonda.

3. Il Magistrato onorario di pace fissa, con decreto, l’udienza per l’espletamento del tentativo di conciliazione ed ordina alla parte istante di notificare alle controparti il ricorso ed il decreto entro il termine di quindici giorni dall’udienza.

4. All’udienza fissata per l’espletamento del tentativo di conciliazione, od a quella successivamente rinviata per l’irregolarità della notificazione, della elezione di domicilio o per l’integrazione degli atti, il resistente è tenuto a comparire per esporre le sue ragioni, qualora non intenda accettare la domanda di conciliazione dell’istante e può farsi assistere da un difensore e presentare una memoria e gli eventuali documenti che ritenga necessari a giustificare le proprie ragioni.

5. Nel caso in cui le parti non eseguano, senza giustificato motivo,  l’ordine del Magistrato di regolarizzare la notifica, l’elezione del domicilio o di altri elementi degli atti, il procedimento si estingue, ma può essere riproposto.

6. All’udienza fissata per l’espletamento del tentativo di conciliazione il Magistrato onorario di pace tenta di conciliare le parti. Se la conciliazione riesce, si forma verbale contenente le condizioni della conciliazione e lo stesso verbale, con la sottoscrizione delle parti e dei loro difensori, od eventualmente solo di quest’ultimi, nel caso in cui abbiano anche la procura a transigere e del Magistrato onorario di pace diventa irrevocabile ed acquista efficacia di titolo esecutivo.

7. Qualora le parti non raggiungano l’accordo in udienza,  il Magistrato onorario di pace si riserva di formulare una proposta conciliativa con ordinanza emessa entro sessanta giorni dall’udienza o dal termine concesso alle parti per il deposito di note illustrative. L’ordinanza emessa dal Magistrato onorario di pace, con la proposta di conciliazione, viene notificata alle parti nel domicilio eletto dalla Cancelleria. Le parti, entro trenta giorni dalla notificazione della ordinanza debbono depositare nella Cancelleria l’atto di adesione o di non adesione alla proposta di conciliazione.

8. Qualora le parti aderiscano alla proposta conciliativa del Magistrato onorario di pace, l’ordinanza diventa irrevocabile ed acquista efficacia di titolo esecutivo.

9. Qualora le parti non aderiscano alla proposta conciliativa del Magistrato onorario di pace il ricorrente può proporre la domanda al Giudice competente il quale, con la sentenza che definisce il procedimento, può condannarlo al pagamento delle spese processuali se l’accoglimento della domanda non è difforme alla proposta conciliativa del Magistrato onorario di pace.

10. Il procedimento di conciliazione di cui ai commi precedenti è esente da ogni contributo o diritto fiscale. Il verbale di conciliazione, l’ordinanza di estinzione e l’ordinanza di proposta conciliativa costituiscono provvedimenti che comunque definiscono un procedimento ai sensi e per gli effetti dell’articolo 11, comma 2, della legge 21 novembre 1991, n. 374”.

 

Articolo 12

(Istituzione e disciplina del Magistrati onorari di Corte di Appello)

 

1. I magistrati onorari di pace, e nei primi otto anni dall’entrata in vigore della presente legge, i giudici di pace, i giudici onorari di Tribunale ed i vice procuratori onorari, con almeno otto anni di anzianità nell’esercizio della funzione giurisdizionale, possono essere nominati Magistrati onorari di Corte di Appello dal Consiglio Superiore della Magistratura Onoraria, ed in attesa del suo effettivo insediamento, dal Consiglio Superiore della Magistratura, previo parere conforme del Consiglio giudiziario nella Sezione integrata per i Magistrati onorari di pace, tra coloro che non abbiano riportato provvedimenti disciplinari e che, in base ad un campione di sentenze, selezionate con i criteri per la conferma dei giudici di pace, ed una autorelazione con l’indicazione dei titoli preferenziali costituiti da pubblicazioni scientifiche, da interventi in convegni, o dalla documentata attività in associazioni di rappresentanza dei magistrati onorari, abbiano dato prova di distinte capacità di giudizio, di argomentazione tecnica e di equilibrio nelle soluzioni adottate.

2. Ai Magistrati onorari di Corte di Appello che svolgono l’attività di avvocato si applica l’incompatibilità distrettuale.

3. Ai Magistrati onorari di Corte di Appello è corrisposta una indennità mensile forfettaria di € 1.500,00, ed una indennità di € 150,00, per ogni udienza e di € 200,00, per ogni sentenza, ordinanza o decreto che comunque definiscano un procedimento d’impugnazione. I Magistrati onorari di Corte di Appello non possono tenere più di una udienza per ogni settimana.

 .4. Per quanto qui non espressamente derogato ai Magistrati onorari di Corte di Appello si applica la disciplina della legge 23 novembre 1991, n. 374.

 

Articolo 13

(Istituzione e disciplina del Magistrati onorari di Corte di Cassazione)

 

1. I magistrati onorari di pace, e nei primi otto anni dall’entrata in vigore della presente legge, i giudici di pace, i giudici onorari di Tribunale ed i vice procuratori onorari, con almeno otto anni di anzianità nell’esercizio della funzione giurisdizionale ed iscritti nell’albo speciale degli avvocati abilitati al patrocinio innanzi alle giurisdizioni superiori, possono essere nominati Magistrati onorari di Corte di Cassazione, dal Consiglio Superiore della Magistratura Onoraria, ed in attesa del suo effettivo insediamento, dal Consiglio Superiore della Magistratura, previo parere conforme del Consiglio giudiziario nella Sezione integrata per i Magistrati onorari di pace, tra coloro che non abbiano riportato provvedimenti disciplinari e che, in base ad un campione di sentenze, selezionate con i criteri per la conferma dei giudici di pace, ed una autorelazione con l’indicazione dei titoli preferenziali costituiti da pubblicazioni scientifiche, da interventi in convegni, o dalla documentata attività in associazioni di rappresentanza dei magistrati onorari, abbiano dato prova di distinte capacità di giudizio, di argomentazione tecnica e di equilibrio nelle soluzioni adottate.

2. I Magistrati onorari di Corte di Cassazione non possono svolgere l’attività di avvocato, ma mantengono l’iscrizione alla Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza forense al fine del versamento dei contributi dovuti per l’indennità ricevuta ai sensi del comma successivo.

3. Ai Magistrati onorari di Corte di Cassazione è corrisposta una indennità mensile forfettaria di € 3.500,00, ed una indennità di € 250,00, per ogni udienza e di € 400,00, per ogni sentenza od ordinanza che comunque definiscano un procedimento.

4. I Magistrati onorari di Corte di Cassazione non possono tenere più di due udienze al mese.

5. La titolarità dell’azione disciplinare nei confronti dei Magistrati onorari di Corte di Cassazione è attribuita al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, il quale, qualora abbia notizia di un fatto non manifestamente infondato, contesta al Magistrato l’addebito con l’indicazione specifica dei fatti contestati, con la proposta di sanzione disciplinare e trasmette gli atti al  Consiglio Superiore della Magistratura Onoraria, ed in attesa del suo effettivo insediamento, dal Consiglio Superiore della Magistratura. Il  Consiglio Superiore della Magistratura Onoraria, ed in attesa del suo effettivo insediamento, dal Consiglio Superiore della Magistratura, fissano la data dell’audizione, alla quale il Magistrato è invitato a comparire con l’assistenza di un difensore che può essere sia un Avvocato che un Magistrato. Il Magistrato, anche tramite il proprio difensore può presentare una memoria e documentazione sino a dieci gironi prima della data dell’audizione. Dopo l’audizione, il Consiglio Superiore della Magistratura Onoraria, ed in attesa del suo effettivo insediamento, dal Consiglio Superiore della Magistratura, adotta la propria deliberazione, la quale se non dispone l’archiviazione irroga l’ammonimento, la censura o la revoca,. 

6. Per quanto qui non espressamente derogato ai Magistrati onorari di Corte di Cassazione si applica la disciplina della legge 23 novembre 1991, n. 374.

 

CAPO III

(Norme di immediata applicazione e di coordinamento)

 

Articolo 14

(Sospensione immediata di nuove nomine di giudici onorari di tribunale e di vice procuratori onorari)

 

Dal giorno successivo alla pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale sono sospese tutte le nomine di giudici onorari di tribunale e di vice procuratori onorari e non possono essere addetti ai Tribunali ordinari ed alle Procure della Repubblica presso i Tribunali Magistrati onorari in numero complessivamente superiore a quello risultante dalla consistenza numerica nazionale dei magistrati onorari in servizio alla data del 31 ottobre 2011. I Magistrati nominati  successivamente alla predetta data e prima dell’entrata in vigore della presente legge sono inseriti in calce alle rispettive graduatorie di cui all’articolo 2 che precede.

Articolo 15

(Abrogazione delle norme sui giudici onorari di tribunale e vice procuratori onorari)

 

Con l’esaurimento delle graduatorie di cui all’articolo 2 che precede sono abrogate tutte le norme presenti nell’ordinamento sui giudici onorari di tribunale e vice procuratori onorari.

 

Articolo 16

(Copertura finanziaria)

 

1. Gli oneri di spesa maggiore derivanti dall’articolo 11 della presente legge sono coperti dalla minore spesa derivante dalla riduzione di organico complessivo di tutti i magistrati onorari.

2. Gli oneri di spesa maggiore derivanti dagli articoli 8, 12 e 13, della presente legge sono coperti dalla destinazione della metà della minore spesa derivante dalla soppressione degli Uffici del giudice di pace non circondariale.

 

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