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Relazione Emilio Manganiello

Emilio Manganiello

 

NASCITA COSTITUZIONE E SVILUPPO DELL’ANMO

 

Sommario: 1.1. Le ragioni per costituire una nuova associazione di Magistrati onorari. – 1.2. Il fallimento delle Associazioni esistenti (Angdp-Unagipa-Federmot). - 1.3. Il contesto storico-politico e la necessità di una associazione rappresentativa di tutte le categorie di Magistrati onorari (got/vpo/gdp). – 2. La costruzione dell’ANMO mediante un processo partecipativo e democratico intorno al Movimento. – 3. L’obiettivo strategico essenziale: la riforma unitaria della Magistratura onoraria (il progetto Manganiello). – 4. Lo sviluppo del Movimento per l’ANMO: la centralità strategica della partecipazione generalizzata dei Magistrati onorari al Movimento quale strumento indispensabile per dimostrare l’inadeguatezza dell’attuale situazione e per costituire uno efficiente strumento di mobilitazione e di pressione politica. – 5. Conclusioni.    

 

 

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1.1 Le ragioni per costituire una nuova associazione di Magistrati onorari.

 

La costituzione di una nuova associazione di magistrati onorari impone, anzitutto, una riflessione sulle ragioni che hanno spinto i costituenti-fondatori ad impegnarsi in un opera così gravosa. Queste ragioni possono essere sintetizzate nelle seguenti: a) il fallimento delle associazioni esistenti; b) la necessità di una associazione rappresentativa unitariamente di tutte le categorie di magistrati onorari; c) il mutato contesto storico-politico.

 

1.2. Il fallimento delle Associazioni esistenti (Angdp-Unagipa-Federmot).

 

Il punto di partenza della nuova associazione non può che essere la comprensione e l’analisi delle ragioni che hanno condotto al completo fallimento degli obiettivi essenziali delle associazioni esistenti, cioè l’approvazione di una legge di riforma delle inaccettabili attuali condizioni normative in cui si trovano a svolgere la propria funzione giurisdizionale i magistrati onorari italiani e l’incapacità rappresentativa delle mutate esigenze dei magistrati onorari nell’attuale contesto storico-politico.

Infatti, la più antica delle associazioni dei giudici di pace (l’Angdp), pur avendo una discreta diffusione, è ormai completamente inadeguata a rappresentare le esigenze dei magistrati onorari per i seguenti motivi. Anzitutto. la sua caratterizzazione originaria di associazione di giudici di pace della prima selezione di nomine, costituita da laureati in giurisprudenza, già titolari di un trattamento previdenziale di anzianità o di vecchiaia, che svolgevano un’attività giurisdizionale marginale, non è più compatibile con l’attuale ruolo del magistrato onorario che svolge un’attività quantitavamente e qualitativamente imprescindibile. In conseguenza, appare indiscutibile l’incapacità della suddetta associazione a farsi promotore di iniziative costanti ed efficaci per il mutamento delle condizioni normative; mutamento non percepito come essenziale dai giudici di pace di prima nomina e divenuto invece indispensabile per i magistrati nominati successivamente ai primi e costituito prevalentemente da avvocati, che hanno sacrificato una parte consistente della propria attività professionale per svolgere la funzione giurisdizionale sempre più caratterizzata da incompatibilità, obblighi e doveri e senza adeguato riconoscimento dei corrispondenti diritti. Inoltre, la cartterizzazione di tale associazione come rappresentativa di una sola categoria di magistrati onorari la rende incompatibile con l’attuale contesto storico-politico.

L’Unagipa, unvece, pur avedo svolto un’attività rappresentativa delle limitate esigenze dei giudici di pace di prima nomina, deve ritenersi caratterizzata negativamente da una incapacità strtturale-organizzativa idonea a consentire una consistente partecipazione democratica e, quindi, un’adeguata mobilitazione, di magistrati onorari per il soddisfacimento delle mutate esigenze. Inoltre, anch’essa è rappresentativa di una sola categoria di magistrati onorari e, quindi, incompatibile con l’attuale contesto storico-politico.

Infine, la Federmot è eccessivamente condizionata dal ruolo vicario rispetto alla magistratura professionale, proprio attualmente, della configurazione normativa del giudice onorario di Tribunale e del Viceprocuratore onorario, condizione vicaria che impedisce di comprendere l’assoluta ineluttabilità e necessità di un affrancamente dalla Magistratura professionale, quale condizione indispensabile per uno statuto normativo unitario dei magistrati onorari ed effettivamente e realisticamente realizzabile nell’attuale contesto, in cui al magistrato onorario sono affidati interi settori della giurisdizione. Inoltre, anch’essa è rappresentativa di una sola categoria di magistrati onorari (GOT/VPO) e, quindi, incompatibile con l’attuale contesto storico-politico.

L’inadeguatezza rappresentativa delle associazioni esistenti è ulteriormente confermata dall’analisi delle loro proposte di sostegno ai progetti di legge di riforma della Magistratura onoraria. Infatti, l’Angdp sostiene il c.d. ddl Serra, il quale, sebbene preveda dei miglioramenti per la condizione dei giudici di pace è sicuramente inapprovabile per la fondamentale ragione di costituire una riforma dei soli giudici di pace, lasciando  le altre categorie di magistrati onorari nell’attuale inaccettabile situazione di anomalia costituzionale.

L’Unagipa, addirittura, non ha mai fatto una scelta netta su quale riforma sostenere, mentre il progetto proposto dalla stessa associazione, datato al 2008, è ormai palesemente superato e comunque si caratterizza, come il precedente, per l’assenza di un progetto unitario di riforma di tutte le categorie di magistrati onorari. Anche il progetto della Federmot è del pari assolutamente inidoneo a fornire una risposta adeguata e completa ai problemi dei magistrati onorari, in quanto lascia inalterata la insostenibile ed, addirittura incostituzionale, posizione vicaria dei giudici onorari di tribunale e dei viceprocuratori onorari rispetto ai magistrati professionali, in assenza di un eguale trattamento normativo ede economico.

Infine, tutte le attuali associazioni si caratterizzano negativamente per la mancata comprensione che al fine di ottenere una effettiva riforma che eviti la paralisi del servizio giustizia del Paese, peraltro già parzialmente in atto, modificando l’organizzazione ed il trattamento attuale situazione, occorre pretermettere gli interessi particolari di mantenimento di sterili posizioni di marginale rappresentatività ed accogliere le soluzioni in grado di condurre effettivamente all’approvazione di una riforma in grado di aumentare l’efficienza della magistratura onoraria nella sua configurazione unitaria tra tutte le categorie di magistrati.

 

1.3. Il contesto storico-politico e la necessità di una associazione rappresentativa di tutte le categorie di magistrati onorari (got/vpo/gdp).

 

Proprio la conclusione che precede conduce a comprendere come nell’attuale contesto storico la figura del magistrato onorario si sia evoluta fino a costituire, oggi, un cardine indispensabile della magistratura italiana. Pertanto, per ottenere l’approvazione di una riforma seria e realistica occorre tenere presente come sia indispensabile un progetto normativo che disciplini unitariamente la Magistratura onoraria ed un’associazione che rappresenti unitariamente la Magistratura onoraria, poiché, in caso, contrario si finiscono per privilegiare aspetti normativi particolari e si tralasciano aspetti comuni fondamenteali. Del resto, sul punto le colpe delle associazioni esistenti sono gravissime, in quanto tale conclusione è stata ben compresa dalle forze politiche, mentre è stata totalmente ignorata dalle associazioni esistenti.

 

 

2. La costruzione dell’ANMO mediante un processo partecipativo e democratico intorno al Movimento.

 

La costituzione dell’ANMO intende rispondere alle esigenze ora riportate mediante un processo partecipativo e democratico  dei magistrati onorari intorno al Movimento per l’ANMO. Infatti, sebbene l’ANMO sia stata formalmente costituita la sua operatività è stata differita ad un momento successivo, entro il mese di settembre 2013, per consentire che tutti i colleghi possano partecipare al processo fondativo dell’Associazione. Ciò costituisce un punto strategico e programmatico centrale, in quanto, solo se tutti i magistrati onorari comprenderanno il progetto dell’ANMO e la sua indispensabilità, potrà giugngersi all’approvazione della riforma qui sostenuta. Mentre, sino ad oggi debbono imputarsi agli stessi magistrati onorari (got/vpo/gdo) gravissime responsabilità, in quanto con il loro comportamento passivo e remissivo hanno dimostrato di non meritare una ruforma come quella qui proposta. Solo se muterà questo atteggiamento, ed ognuno di noi darà il proprio contributo di energie e risorse, la riforma potrà essere approvata, perché significherà che i magistrati avranno testimoniato la necessità e meritato una condizione migliore per fornire un servizio migliore. Per questo è stato costituito il Movimento dell’ANMO a cui possono aderire tutti i magistrati onorari che saranno i automaticamente considerati fondatori della ANMO.

 

3. L’obiettivo strategico essenziale: la riforma unitaria della Magistratura onoraria (il progetto Manganiello).

 

L’approvazione parlamentare del progetto di riforma qui sostenuto costituisce l’obiettivo strategico essenziale dell’Associazione, in quanto ormai si è giunti nel momento cruciale: o viene approvata la riforma, oppure i magistrati onorari sono destinati a scomparire ed ad essere relegati in una posizione di vicarietà ormai impossibile ed incompatibile con la qualità, quantità ed indispensabilità del loro contributo. Tuttavia, i problemi non potranno essere risolti da una qualsiasi riforma, ma solo il progetto sostenuto dall’ANMO può condurre ad una reale ed effettiva razionalizzazione della funzione giurisdizionale della Magistratura onoraria. Il progetto si articola in sette punti essenziali:

1.configurazione unica del magistrato onorario di pace mediante la confluenza dei got e dei gdp in tale figura e previsione dell’Ufficio del P.M. innanzi al GDP costituito dai VPO;

2.continuità sino a 75 anni;

3.aumento di competenza del MOP;

4.tutela previdenziale;

5.previsione di un organo di autogoverno della Magistratura onoraria con il Consiglio Superiore della Magistratura Onoraria;

6.previsione di un tentativo facoltativo di conciliazione che si conclude con una proposta del MOP in funzione deflattiva del contenzioso in Tribunale;

7.Magistrati onorari in Corte di appello ed in Corte di Cassazione.

Questa riforma, sostanzialmente a costo zero, consentirebbe un adeguamento della condizione della Magistratura onoraria alla sua attuale funzione e posizione per fornire un servizio giustizia efficiente e per evitare la paralisi delllo stesso, con un conseguente e collegato forte miglioramento delle condizioni di sviluppo economico del Paese direttamente influenzate e condizionate dalla giurisdizione.

 

4. Lo sviluppo del Movimento per l’ANMO: la centralità strategica della partecipazione generalizzata dei magistrati onorari al Movimento quale strumento indispensabile per dimostrare l’inadeguatezza dell’attuale situazione e per costituire uno efficiente strumento di mobilitazione e di supporto alla funzione politica.

 

Affinchè ciò si realizzi è necessario che vi sia una partecipazione generalizzata dei magistrati onorari al Movimento, quale strumento indispensabile per dimostrare l’inadeguatezza dell’attuale situazione e per costituire uno efficiente strumento di mobilitazione e di pressione politica per l’approvazione parlamentare della riforma. Se non vi sarà tale partecipazione generalizzata, no v’è dubbio che sarà quasi impossibile ottenere una efficiente ed adeguata riforma della Magistratura onoraria. Mentre, l’unitarietà delle associazioni, se costituisce un obiettivo funzionale, perché aumenterebbe le possibilità di approvazione parlamentare della riforma, non costituisce un obiettivo strategico, in quanto la Nostra Riforma potrà essere approvata anche senza il contributo delle altre associazioni. Infatti, tra le forze politiche è ormai chiara la consapevolezza della necessità della riforma della Magistratura onoraria, al fine di evitare l’aggravarsi della disfunzione del servizio giustizia. Tuttavia, le forze politiche non sono state adeguatamente informate sulle conseguenze notvolmente negative dell’approvazione di altri progetti di riforma, come ad esempio quello c.d. Caliendo. Compito dell’Associazione sarà anche quello di una completa informazione e consapevolezza delle conseunze notevolmente positive dell’approvazione parlamentare della Nostra Riforma.

 

5. Conclusioni.  

 

In conclusione la nascita e la costituzione dell’ANMO sono state imposte dalla inadeguatezza rappresentativa delle associazioni esistenti e dalla necessità di sostenere l’unica riforma possibile ed effettivamente idonea ad evitare la definitiva paralisi del servizio giustizia del Paese. Da un altro canto, lo sviluppo ed il raggiungimento degli obiettivi dell’ANMO si verificheranno se sapremo emendarci dai gravi errori e dalle responsabilità sino ad oggi imputabili ai magistrati onorari, dimostrando di meritare con i nostri comportamenti un trattamento corrispondente all’importanza. per il Paese, della funzione giurisdizionale che svolgiamo, unitamente alla consapevolezza della indispensabilità del nostro contributo per il funzionamente del servizio giustizia del Paese e, quindi, per lo sviluppo economico della nostra Repubblica.

 

Roma, 19 novembre 2012. 

 

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